LA FANTASIA DELLA CARITÀ

San Giovanni Paolo II nel 2001 nell’enciclica “Novo Milenio Ineunte” scrive “È l’ora di una nuova «fantasia della carità», che si dispieghi non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione.” Queste parole di Papa Wojtyla sono diventate profetiche: tante comunità cristiane della Diocesi di Gorizia nel periodo del confinamento hanno saputo ripensare il proprio essere a fianco dei più poveri per farli sentire a “casa loro”.

Ci sono tantissime testimonianze di comunità cristiane che hanno continuato a vivere la dimensione della solidarietà verso le famiglie più fragili, diventando così resilienti. La resilienza è proprio la capacità di “superare gli shock profondi e inattesi” e “rimbalzare avanti”, è in altre parole la capacità di utilizzare anche i momenti di crisi e di emergenza come sprone per continuare a costruire un futuro migliore.

Tra le tante testimonianze di comunità che non si sono fermate ve ne presentiamo alcune.

Nell’Unità Pastorale di Begliano, Pieris, San Canzian d’Isonzo e Turriaco la cassetta delle lettere della canonica, un cesto e l’applicazione WhatsApp sono stati i tre strumenti che hanno permesso alla Caritas parrocchiale di San Canzian d’Isonzo di continuare il proprio servizio di prossimità. Tramite WhatsApp sono stati veicolati dei messaggi a tutte le famiglie conosciute delle quattro parrocchie del territorio, chiedendo poi a chi riceveva il messaggio di inoltrarlo ad altre famiglie residenti nelle stesse comunità. In questo messaggio si faceva appello alla possibilità di elargire un’offerta libera alla Caritas parrocchiale in denaro o in generi alimentari da depositare in cesti collocati nelle chiese parrocchiali. Lo stesso messaggio informava che chi si fosse trovato in difficoltà poteva scrivere la sua richiesta di aiuto e metterla in una busta chiusa nella cassetta delle lettere della canonica. Infine chi fosse venuto a conoscenza di un nucleo familiare in difficoltà poteva segnalarlo lasciando un messaggio in una busta, sempre nella cassetta postale della parrocchia. Le volontarie hanno preso in carico tutte le persone segnalate o che hanno chiesto aiuto.

Nella Comunità cristiana dei Santi Pietro e Paolo di Staranzano l’emergenza sanitaria è stata un’occasione per costituire delle reti informali con altri soggetti del terzo settore presenti sul territorio staranzanese; in particolare con il gruppo della Protezione Civile comunale e l’associazione di promozione sociale ATTIC. Quest’ultima associazione non aveva come scopo sociale il sostegno alle persone fragili, ma di promuovere l’aggregazione giovanile. Entrambe le organizzazioni di volontariato si sono rese disponibili per portare la spesa al domicilio delle persone più a rischio di contagio: si recavano all’Emporio della Solidarietà di Monfalcone per prelevare i generi alimentari da consegnare alle famiglie titolari della tessera dell’Emporio e facevano la spesa presso i supermercati per coloro che avevano le risorse economiche per affrontare il costo della spesa alimentare.

Duranti i mesi del confinamento la Comunità cristiana di San Michele di Cervignano del Friuli ha pensato di rispondere all’incremento delle richieste di aiuto alimentare chiedendo alla Caritas diocesana di attivare un servizio di Emporio della Solidarietà sul territorio cervignanese, replicando in questo modo una modalità di sostegno alla povertà alimentare che la Caritas diocesana aveva già sperimentato sul territorio dell’Arcidiocesi. La Caritas diocesana di Gorizia, grazie anche al supporto dell’Amministrazione Comunale e della Banca Credifriuli, che da subito hanno sostenuto il progetto, è riuscita in breve tempo a organizzare il quarto Emporio della Solidarietà presente nel territorio diocesano.

Nel periodo di “lockdown” i volontari della Caritas dell’Unità pastorale di Brazzano, Borgnano, Cormons e Dolegna del Collio hanno recapitato le spese alimentari a domicilio e hanno deciso, anche, di aumentare il numero delle consegne di generi alimentari in un mese. Il Centro di Ascolto parrocchiale è rimasto attivo grazie a un numero di cellulare, pubblicizzato sui canali di informazione dell’Unità pastorale,  dedicato al quale le famiglie che avevano necessità potevano telefonare per trovare ascolto, sostegno e aiuto concreto. Grazie a questa sensibilizzazione la Caritas parrocchiale è riuscita a incontrare, già tra i mesi di marzo e aprile 2020, 10 nuovi nuclei familiari e 5 nuove persone che vivono da sole scivolate nella povertà economica a causa della crisi dovuta alla pandemia.

Nel link di seguito travate il report completo sull’operatività delle opere-segno diocesane nel periodo di confinamento causa Covid:

REPORT COVID-19