Quelle telefonate a chi aveva nella mente e nel cuore…

Era un sabato piovoso quel 10 luglio del lontano 1999 quando una piccola delegazione della nostra diocesi si recò a Chioggia per incontrare il nuovo vescovo che avrebbe guidato le nostre comunità negli anni a venire, e in quel giorno scrissi :” In un piccolo cortiletto interno del vescovado, dalla parte adibita ad uffici, ecco che ci viene incontro monsignor De Antoni e si presenta con un sorriso e dice “Piacere don Dino”, questo modo affabile e a mio modo di vedere inconsueto per un vescovo di presentarsi, ci sorprende alquanto e nello stesso tempo ci toglie la tensione e ci mette a nostro agio”.
Questo è stato il mio primo incontro con l’Arcivescovo monsignor Dino De Antoni e quella del sorriso e dell’affabilità siano state la sua caratteristica principale che lo ha accompagnato tutta la sua vita e in special modo nel periodo in cui ha amministrato la nostra diocesi di Gorizia insieme alla capacità di mettere le persone a proprio agio quando le incontrava.
La mia famiglia ed io, nel 1999 ci trovavamo in servizio pastorale nella parrocchia di San Valeriano a Gradisca d’Isonzo ed il mandato ci era stato conferito dall’allora Arcivescovo Padre Antonio Vitale Bommarco e mons. Dino non solo confermò questo servizio ma sempre ci sostenne e aiutò nelle difficoltà che una famiglia inserita in un contesto parrocchiale poteva incontrare. Si preoccupava, perché capitava di ricevere una sua telefonata e sentirsi dire “Come state?” importante per chi è al servizio, ritengo che per il vescovo prendere la cornetta e telefonare vuole dire avere prima la persona nella mente e nel cuore altrimenti non viene così spontaneo e credo che monsignor Dino come di noi si ricordasse di tanti.
Durante la visita pastorale che negli anni successivi al suo insediamento, ha fatto alle nostre comunità, in riferimento a quella di Gradisca scrivevo: ”In sua compagnia ho incontrato tante persone e incominciando dai bambini che si preparano alla prima comunione, alle realtà lavorative, alle istituzioni, alle realtà degli anziani a quella degli sportivi, in tutti ho riscontrato la felicità di un incontro.” In quell’articolo dicevo ancora:” Felicità di un incontro è stato avere il nostro arcivescovo alla nostra tavola per la cena serale, uno stare insieme molto semplice e cordiale, poter scambiare impressioni sulla giornata, parlare del tempo passato, raccontarci un po’ è stato molto bello” e concludevo quell’articolo descrivendo la fine della visita in questo modo: “La messa è finita, c’è tempo ancora per qualche breve saluto, ancora mani che si stringono, qualche carezza, vorremmo dire fermati ancora con noi monsignor Dino, rimani ancora un po’, forse c’è tempo per qualcosa di caldo… ma è stanco, altri impegni lo attendono, un’ultima stretta di mano, ci mancherà monsignor arcivescovo, ci mancherai don Dino, a presto; felicità di un incontro”.
Abbiamo voluto veramente bene la mia famiglia ed io a monsignor De Antoni, e siamo stati ricambiati, ci è sempre stato vicino e anche in questo ultimo periodo abbiamo potuto esprimergli il nostro affetto. Nell’ultimo incontro che abbiamo avuto mia moglie ed io gli abbiamo potuto ancora una volta dire che gli abbiamo sempre voluto bene, lui ha risposto con un sorriso “lo so, lo so” poi mi ha preso la mano dicendomi “c’è stata subito intesa fra noi” poi una carezza sul viso e la sua benedizione, l’ultimo regalo.
Porteremo il suo ricordo e la sua presenza nei nostri cuori e se qualche volta qualche stanchezza e qualche desiderio di cedere si farà presente, ci ricorderemo della sua testimonianza, del suo sprone, del suo affetto. Ci mancherai monsignor Dino, ma siamo felici di averti conosciuto di aver fatto un pezzo di strada insieme, di averti avuto come pastore e guida nella nostra Diocesi di Gorizia.

Direttore Caritas diocesana di Gorizia
Nucera Renato